A cura del Dr. Denis Pennella, fisioterapista a Bari (Albo FNOFI Ba-Ta n. 186). Pagina redatta il 17/10/2026.
In studio uso l'ecografo come strumento di valutazione funzionale e di guida durante il trattamento. Non è un esame diagnostico medico e non produce un referto: serve a vedere il tessuto mentre lavora.
In ambito fisioterapico l'ecografia è descritta come strumento per osservare muscoli e tendini in tempo reale, valutare come si attivano o scorrono durante il movimento e dare al paziente un riscontro visivo. L'uso richiede una formazione specifica.1
Non sostituisce l'ecografia o la risonanza richieste dal medico, non formula diagnosi mediche e non rilascia referti. Se durante la valutazione emerge un reperto che richiede un approfondimento, te lo dico e ti indirizzo al medico.
L'ecografia non usa radiazioni ionizzanti.
Non in tutte le visite: la uso quando aggiunge un'informazione utile alla decisione clinica, per esempio nel dolore tendineo, nei disturbi muscolari, nelle limitazioni di movimento della spalla e dopo alcuni interventi. In altri casi la valutazione clinica è sufficiente.
Sì. Le leggo volentieri, sempre insieme all'esame clinico: un'immagine descrive com'è fatto il corpo, non sempre perché fa male.
Ricevo a Bari, in Via Pietro Oreste 6, c/o Palazzo Marisabella, piano 2: da qui seguo le persone di Bari, della sua provincia e delle zone limitrofe.
No. È uno strumento di valutazione funzionale usato dal fisioterapista durante la visita e il trattamento. Non produce un referto e non sostituisce gli esami richiesti dal medico.
Non è dolorosa e non usa radiazioni ionizzanti. Si appoggia una sonda sulla pelle con un gel.
A vedere il tessuto mentre si muove e a indirizzare la tecnica nel punto giusto, invece di procedere solo per sensazioni.
Nota. Queste informazioni hanno finalità educativa e non sono una diagnosi né una prescrizione: non sostituiscono la visita né il parere del tuo medico. Ti servono di più dopo una valutazione, perché i consigli sono tarati sul quadro clinico esaminato di persona.