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Riabilitazione dopo protesi di anca o ginocchio: cosa fare ed esercizi
A cura del Dr. Denis Pennella, fisioterapista a Bari (Albo FNOFI Ba-Ta n. 186). Contenuto aggiornato al 02/08/2026.
Prima di leggere. Queste informazioni hanno finalità educativa e non sono una diagnosi né una prescrizione: non sostituiscono la visita né il parere del tuo medico. Ti servono di più dopo una valutazione, perché i consigli sono tarati sul quadro clinico esaminato di persona.
In breve. Il quadro è post-chirurgico e segue tappe prevedibili: il recupero è atteso e i risultati sono in genere buoni, con tempi che si misurano in mesi e non in settimane.
Comprendere il percorso dopo la protesi
- La protesi è progettata per essere caricata: muoversi non la rovina e non la sposta. L'attività graduale è ciò che determina il risultato funzionale finale.
- Il gonfiore dell'arto operato può persistere per settimane o mesi ed è normale: si riduce con il movimento, l'elevazione e il tempo.
- Nel ginocchio, il recupero dell'estensione completa nelle prime settimane è prioritario: un ginocchio che non si distende crea problemi che si trascinano a lungo.
- I tempi realistici sono di 3 mesi per le attività quotidiane e fino a 12 mesi per il risultato definitivo: aspettarsi tutto in poche settimane porta a scoraggiarsi.
- Le revisioni sistematiche riportano che oltre il 20% dei pazienti operati di protesi di ginocchio sviluppa un dolore persistente: saperlo in anticipo evita di interpretare un recupero lento come il segno di un intervento mal riuscito.1
Nelle prime settimane
- Seguire le indicazioni sul carico e sulle posizioni da evitare fornite dal chirurgo, che variano in base alla via di accesso utilizzata.
- Alternare movimento e riposo con l'arto sollevato: aiuta a controllare il gonfiore senza perdere mobilità.
- Camminare più volte al giorno per tratti brevi è meglio di una singola camminata lunga.
- Gli esercizi assegnati vanno fatti tutti i giorni: in questa fase la frequenza conta più dell'intensità della singola seduta.
Le fasi successive
- Il rinforzo progressivo prosegue per mesi ed è la fase che determina il recupero della forza, spesso ancora ridotta a distanza di un anno se non allenata.
- Abbandonare gli ausili gradualmente e solo quando il cammino è sicuro, senza forzare i tempi per orgoglio.
- Le attività a basso impatto, come cammino, bicicletta e nuoto, sono generalmente ben tollerate e vanno incoraggiate.
- Il ritorno ad attività a impatto elevato va discusso con il chirurgo, perché dipende dal tipo di impianto.
Attenzione. Febbre, rossore o secrezione dalla ferita, dolore e gonfiore al polpaccio, o dolore improvviso con impossibilità di caricare il peso, richiedono un contatto immediato.
Tre esercizi da fare a casa
1. Contrazione isometrica del quadricipite
10 tenute da 10 secondi, più volte al giorno
gamba distesa, spingere il ginocchio verso il basso contraendo la coscia. È l'esercizio chiave delle prime settimane.
2. Flesso-estensione attiva
10 ripetizioni, 3 volte al giorno
da seduto o supino, piegare e distendere l'articolazione operata entro il limite indicato. Movimento lento e completo.
3. Alzata dalla sedia
3 serie da 10 ripetizioni, a giorni alterni
alzarsi e sedersi lentamente riducendo progressivamente l'aiuto delle braccia. Da introdurre secondo le indicazioni ricevute.
Se il dolore non cambia
Questi consigli servono a farti muovere in sicurezza e a ridurre il ricorso ai farmaci, non a sostituire il trattamento.
Se dopo 5 giorni di applicazione costante il dolore è invariato o peggiorato, contattami per una rivalutazione: significa che il quadro richiede un intervento diretto.
Contattami subito, senza aspettare, se
- Febbre, rossore o secrezione dalla ferita chirurgica
- Dolore, gonfiore e calore al polpaccio
- Dolore improvviso con impossibilità di caricare il peso
- Sensazione di scatto o cedimento improvviso dell'articolazione
- Perdita improvvisa di mobilità precedentemente recuperata
Domande frequenti
Che cos'è e cosa devo sapere su: riabilitazione dopo protesi di anca o ginocchio?
Il quadro è post-chirurgico e segue tappe prevedibili: il recupero è atteso e i risultati sono in genere buoni, con tempi che si misurano in mesi e non in settimane. La protesi è progettata per essere caricata: muoversi non la rovina e non la sposta. L'attività graduale è ciò che determina il risultato funzionale finale.
Quali esercizi si possono fare per riabilitazione dopo protesi di anca o ginocchio?
Nella scheda propongo tre esercizi: Contrazione isometrica del quadricipite (10 tenute da 10 secondi, più volte al giorno); Flesso-estensione attiva (10 ripetizioni, 3 volte al giorno); Alzata dalla sedia (3 serie da 10 ripetizioni, a giorni alterni). Vanno adattati al tuo caso: una valutazione serve a scegliere quelli giusti e il dosaggio.
Quando devo preoccuparmi o rivolgermi a un professionista?
Contattami o rivolgiti al medico se compare uno di questi segnali: febbre, rossore o secrezione dalla ferita chirurgica; dolore, gonfiore e calore al polpaccio; dolore improvviso con impossibilità di caricare il peso; sensazione di scatto o cedimento improvviso dell'articolazione; perdita improvvisa di mobilità precedentemente recuperata. In ogni caso, se dopo circa cinque giorni di applicazione costante dei consigli il dolore è invariato o peggiorato, serve una rivalutazione.
Posso farmi vedere a Bari per riabilitazione dopo protesi di anca o ginocchio?
Sì: ricevo a Bari, in Via Pietro Oreste 6 (Palazzo Marisabella, piano 2). Puoi prenotare su MioDottore, chiamare o scrivere su WhatsApp al 320 048 9973. Se vieni da un'altra provincia, scrivimi prima: ti dico se la visita è indicata e come ridurre gli spostamenti.
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Riferimenti bibliografici
- Factors associated with persistent postsurgical pain after total knee or hip joint replacement: a systematic review and meta-analysis. Pain. 2023.
Termini con cui questa scheda viene cercata: protesi, protesi anca, protesi ginocchio, operazione protesi.